Una goccia di splendore

 Fabrizio De André nel testo dell'impareggiabile "Smisurata Preghiera" parlando 

"per chi viaggia in direzione ostinata e contraria, 

col suo marchio speciale di speciale disperazione

e tra il vomito dei respinti..."

inserisce i versi felicissimi, certamente meditati, sedimentati nell'anima:

 "...muove gli ultimi passi 

per consegnare alla morte una goccia di splendore

di umanità, di verità"

Non mi è mai piaciuto scrivere in memoria di una persona appena morta. Ho sempre preferito ricordarla a distanza, scriverne dopo tanto tempo affinché la si ricordi di nuovo proprio quando la si era appena dimenticata. Questa è per me l'eccezione che conferma la regola. Le mie parole sono tutte per la sorella di mio padre: zia Dorotea.
Lei certamente non ha bisogno dei  miei elogi, per questo c'è già la sua abbondante discendenza (cinque figli, quattordici nipoti, già sette pronipoti) ma sono io ad avere il bisogno, adesso irrefrenabile, di renderle il mio omaggio. Ci sono cose che non si dimenticano e che richiedono necessariamente di dover essere rese pubbliche per togliersi di dosso quella sgradevole sensazione di non aver reso mai abbastanza grazie per il bene ricevuto.
Il mio debito di riconoscenza nei confronti di zia Dorotea e del caro marito zio Raffaele inizia molto presto: avevo solo sei anni quando nel giorno di Pentecoste di quell'anno, ho assistito a quel fenomeno sacro e antropologicamente rilevante che corre sotto il nome di festa dello Spirito Santo, a Luco dei Marsi. Quello che vidi mi colpì così tanto che decisi, a distanza di vent'anni, di scriverci la mia tesi di laurea. 
Quando mi sono laureato furono Zia Dorotea e zio Raffaele ad organizzare la mia festa di laurea, a cucinare e ad ospitarmi nel loro "cucinone". Ho trascorso gran parte delle mie estati da adolescente nel loro negozio di mobili, ho avuto da loro il calore di una famiglia e sento nei confronti dei miei cugini un affetto più fraterno che amicale.
La Fede Cattolica dimostrata da zia Dorotea ha scalato montagne, superato ostacoli e se ne è infischiata persino delle leggi della biologia, mettendo al mondo cinque figli sanissimi in barba al suo fattore RH negativo che non corrispondeva al positivo di zio Raffaele. Le tempeste della vita che ha superato prima e meglio di tutti noi che l'abbiamo conosciuta, la hanno resa anche una consigliera saggia, disinteressata e che sapeva interpretare le situazioni con una luce che offriva sempre elementi nuovi, insospettati perfino.
Mi ha consegnato solo buone azioni, buone parole, buoni pensieri, tanti incoraggiamenti e qualche volta anche rimproveri meritati. Certamente di Lei San Paolo direbbe che ha combattuto la buona battaglia. 
Se è vero che la vita è solo un battito di ciglia, spero di rivederla presto perché vorrà dire che anch'io ho guadagnato il Paradiso.
Cara zia, so che mi senti e soprattutto so che ora conosci tutto l'affetto che ho sempre nutrito per te e che non ti ho dimostrato mai abbastanza.
Sono certo che hai consegnato ben più di "una goccia di splendore".


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